Ultim’ora: Facebook diventa a pagamento | Utenti italiani nel baratro: ci tolgono pure i 5 minuti di spensieratezza

Facebook (Fonte: Canva) - www.lagazzettadelserchio.it
Cosa vuol dire che Facebook diventa a pagamento? Ecco cosa cambia per gli utenti.
Facebook è stato uno tra i primi social a ricevere un successo talmente tanto di portata mondiale da aver cambiato il modo di vedere le cose fino ad allora conosciute. A prescindere da tutto, è iniziato praticamente tutto con lui.
Via via, nel corso degli anni si sono sviluppati altri social network e diciamo che ognuno viene preso maggiormente in considerazione da un certo range di età, anche se sono molti coloro che nel dubbio, hanno creato un account per ognuno.
Eppure questa notizia ha allarmato la rete, veramente Facebook diventerà a pagamento? Da come finirà questa storia, anche gli altri Stati potrebbero decidere di conseguenza?
I social network e la loro diffusione
Oggi giorno è difficile trovare un cittadino che non abbia creato almeno un account per uno dei vari social attualmente più gettonati, come per esempio, Facebook, Instagram, X e TikTok o verso un’app di messaggistica: WhatsApp, Telegram e così via. Una delle peculiarità per cui questi metodi di comunicazione ottengono tanto successo è l’essere da sempre gratuiti per tutti.
Da diversi mesi a questa parte però, sono molte le indiscrezioni che rivelano la possibilità, che in un futuro social e app di messaggistica potrebbero prevedere un costo di abbonamento, per utilizzarli per esempio senza essere interrotti dalla pubblicità o per sbloccare tutte le funzioni, in modo da utilizzarli con più elasticità. Per il momento tutto è rimasto invariato, in attesa di conferme ufficiali, la rete si sta interrogando su quella novità letta da poche ore.

Facebook a pagamento: cosa cambia per gli utenti
Cosa vuol dire che Facebook diventerà a pagamento? La rete è in subbuglio in vista dei possibili cambiamenti futuri. Ebbene, di recente, come abbiamo potuto leggere su il Corriere della Sera, l’Italia avrebbe chiesto, secondo un’esclusiva dell’agenzia di stampa Reuters, il pagamento dell’IVA a Meta, X e LinkedIN per gli anni 2015-2016 e 2021-2022, in merito a un’indagine avviata negli scorsi mesi e che vedrebbe i giganti della tecnologia, accusati di frode fiscale, come si legge sul quotidiano. Le cifre richieste sono molto corpose e sommate tra tutte, arriverebbero ad un miliardo di euro.
Un portavoce di Meta ha fatto sapere che loro hanno sempre: “collaborato pienamente con le autorità rispetto ai nostri obblighi derivanti dalla legislazione europea e nazionale e continueremo a farlo. Prendiamo sul serio i nostri obblighi fiscali e paghiamo tutte le imposte richieste in ciascuno dei Paesi in cui operiamo, ma siamo fortemente in disaccordo con l’idea che l’accesso da parte degli utenti alle piattaforme online debba essere soggetto al pagamento dell’Iva…”. Questa richiesta potrebbe diventare un caso europeo come rivela sempre Reuters, introducendo quindi un nuovo modo di pensiero da parte degli altri Paesi europei. Non si sa dunque come finirà questa storia e soprattutto quali cambiamenti potrebbero sopraggiungere per i cittadini da adesso in poi.