UFFICIALE: pensione a 56 anni, passato il decreto più importante dal 2000 | “Hanno finito di sfruttarci”

Pensione - Fonte Adobe Stock - LaGazzettadelserchio.it
Con il decreto firmato dal Governo, cambiamenti importanti per l’età per il pensionamento. Ecco tutti i dettagli della notizia.
E’ ormai da diverso tempo che assistiamo a continue modifiche e aggiornamenti relativi all’argomento pensione. Spesso, la maggior parte di questi hanno lasciato l’amaro in bocca a molti lavoratori.
Purtroppo, nonostante gli ultimi aumenti applicati, gli importi medi delle pensioni sono rimasti al loro minimo storico non permettendo di equiparare questa somma all’attuale costo della vita.
Questa volta però, la novità che è in arrivo, rappresenta un punto importante di svolta per coloro che desiderano in pensione pur non avendo raggiunto il minimo stabilito per legge.
La notizia stabilita e confermata dal Governo, ora è pronta a rivoluzionare la soglia minima d’età prevista per accedere al pensionamento.
Cosa prevede la normativa
Sono state molteplici le riforme che si sono susseguite negli anni, ma la normativa di riferimento rimane la legge Fornero del 2011. Tale misura ha uniformato i requisiti per la pensione di vecchiaia tra uomini e donne. In generale, le lavoratrici in Italia accedono alla pensione con le stesse regole previste per gli uomini, con alcune eccezioni che consentono un anticipo in presenza di specifiche agevolazioni.
Secondo i dati Inps, l’età media di pensionamento per le donne si attesta a 64 anni e 7 mesi, grazie a misure di flessibilità che permettono di lasciare il lavoro prima rispetto ai requisiti ordinari della pensione di vecchiaia.
Tuttavia, rimane in vigore anche Opzione Donna, insieme ad alcune agevolazioni per le madri, che permettono di anticipare la pensione di alcuni mesi o, in certi casi, di qualche anno. Scopriamo in quali casi le donne possono andare prima in pensione nel nostro Paese.

Pensione anticipata, i casi in cui è possibili
Come riporta money.it, ad oggi, sia gli uomini che le donne, possono accedere alla pensione mediante le seguenti misure:
Pensione di vecchiaia: 67 anni di età e 20 anni di contributi. Per chi ha un’invalidità pari o superiore all’80%, la pensione di vecchiaia è accessibile a 61 anni per gli uomini e 56 anni per le donne.
Pensione di vecchiaia (opzione contributiva): 71 anni di età con 5 anni di contributi.
Pensione anticipata (opzione contributiva): 64 anni di età e 25 anni di contributi, con l’assegno che deve essere almeno pari a 3 volte il valore dell’assegno sociale. Per le donne con un figlio, il requisito si abbassa a 2,8 volte, mentre per chi ha almeno due figli è sufficiente un importo pari a 2,6 volte l’assegno sociale.
A tutte queste misure si affianca la pensione anticipata, l’unica a prevedere ancora oggi una differenza tra uomini e donne. Questa permette il pensionamento indipendentemente dall’età anagrafica, con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Circa invece i lavoratori precoci, a prescindere dal genere, è possibile accedere alla pensione con 41 anni di contributi se rientrano in una delle categorie tutelate (disoccupati, invalidi, caregiver o lavoratori impiegati in attività usuranti) attraverso la Quota 41.